“Per una piccola impresa la burocrazia costa più di 9mila euro l’anno, oltre 300 ore per pratiche e adempimenti. Circa il 2% del PIL in fumo. CNA ha presentato 100 proposte di semplificazione, in grado di far risparmiare 7 miliardi e 50 ore di lavoro alle imprese.”  Così Dario Costantinipresidente nazionale CNA, intervistato in un servizio del Tg5 dedicato al peso della burocrazia sul tessuto produttivo italiano.
 
Lo studio fotografa una realtà che per molti imprenditori è diventata insostenibile: la burocrazia è ormai un secondo lavoro. In media, una piccola impresa spende oltre 9mila euro e 300 ore l’anno tra moduli, permessi e autorizzazioni.
 
Gli esempi raccontati da Marco Capozi, responsabile del dipartimento Relazioni istituzionali e Affari legislativi CNA Nazionale, nel servizio del Tg5, sono emblematici: una piccola impresa che lavora nei porti ha bisogno di un’autorizzazione rilasciata dall’autorità portuale, ma ogni porto ha le proprie regole. Se la stessa azienda opera in più scali deve richiedere tante autorizzazioni quante sono le autorità coinvolte — una vera giungla amministrativa.
Oppure il caso di un piccolo fioraio che smarrisce il tablet con il database dei clienti: è obbligato a comunicare l’accaduto entro 72 ore al Garante della privacy, seguendo una procedura complessa e costosa, anche quando si tratta di dati non sensibili e di micro imprese.
 
Un sistema che rallenta la crescita e pesa anche sull’economia nazionale. Secondo il nostro Osservatorio, nel 2024, le “leggi zavorra” hanno inciso per il 5% sul Pil, pari a 110 miliardi di euro.
 
Come sottolineato dal servizio, le 100 proposte di semplificazione puntano a ridurre drasticamente tempi e costi, restituendo efficienza e libertà alle imprese.